Bisceglie, venerdì 4 luglio 2008
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LA STORIA DI BISCEGLIE III PARTE
CENNI STORICI A CURA DI SERGIO TATULLI
IL DUCATO DI BISCEGLIE

Era il 20 Maggio 1498 quando venne annunziato il matrimonio tra Lucrezia Borgia , figlia di Papa Alessandro VI ed il giovanissimo Alfonso d'Aragona nipote del Re di Napoli.
Il Papa, con questo matrimonio politico, mirava ad espandere la sua influenza sul regno di Napoli eternamente conteso tra Francesi e Spagnoli.
Ad Alfonso tocco in dote Bisceglie che unita a Corato venne eretta in ducato.
Dal felice matrimonio nacque Rodrigo .
Mentre Rodrigo nasceva suo padre Alfonso periva ad opera del cognato Cesare, insofferente e pieno di odio verso gli Aragonesi.
Lucrezia scossa dall'avvenimento, abbandonò il ducato investendo il piccolo Rodrigo del titolo di Duca.
Intanto Francesi e Spagnoli si contendevano la città di Bisceglie, fino all'occupazione da parte Spagnola ad opera di Consalvo da Cordova.
Il piccolo Rodrigo non faceva nulla per rientrare in possesso della città fino a quanto suo nonno il Papa la riottenne per lui direttamente dal Re di Spagna.
Stabilitosi nel Castello di Bari, il Duchino ebbe vita breve, morì a soli tredici anni a causa di una malattia.
Bisceglie torna dopo soli 14 anni di ducato alla Corona, dalla quale riesce a riscattarsi versando una somma di 13 mila ducati.


GLI SPAGNOLI

Gli spagnoli rappresentati a Napoli da un Viceré, caratterizzarono la loro dominazione con oppressione e chiusura mentale politico, economica e morale, fattori che hanno gettato le basi a quella arretratezza che ha distinto, e che ancora oggi distingue, il sud dal nord.
A Bisceglie il governo spagnolo è rappresentato da un Governatore il quale tra i vari compiti si era riservato quello fiscale, di amministratore della giustizia , di supervisore agli atti amministrativi ed infine quello di difendere militarmente la città.


I BORBONI

Dopo un breve periodo di occupazione austriaca nel Regno di Napoli,durato circa 20 anni, inizia l'epoca Borbonica con l'insediamento a Napoli di Carlo III dei Borboni.
Sotto il dominio borbonico Bisceglie e tutta la Puglia soffrirono miseria ed abbandono.
Venne soffocato ogni diritto alla libertà e alla cultura dando piede alla prepotenza dei funzionari regi spagnoli.
In questo arco di tempo ci fu un tentativo di riconquista del Regno di Napoli da parte Francese, infatti per un decennio governarono sul regno Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat.
I Francesi pieni di entusiasmo e caricati di voglie liberali introdussero varie riforme alcune delle quali saranno adottate anche dai Borboni al loro ritorno come il Decurionato.
E' questo il periodo in cui si sviluppa la più grossa piaga del sud; il brigantaggio, incoraggiato dai Borboni per combattere il governo Francese del Bonaparte e del Murat.
Siamo ai primi del 1820 quando venti di liberazione giungono da Napoli, venti che porteranno alla famosa Dieta delle Puglie cioè un consiglio tra liberal-rivoluzionari capeggiati da Antonio Tupputi i quali avalleranno i moti rivoluzionari napoletani, proclamando la Costituzione.

VITA COMUNITARIA

Ai primi del 500, il paese libero da vincoli feudatari, si presenta con una cinta muraria adatta a sostenere il nuovo modo di fare la guerra e cioè con le armi da fuoco.
La nuova cinta muraria è aperta solo da due porte; la Porta di Zappino ad ovest e la Porta di Mare in corrispondenza del porto.
Per ambedue le porte l'accesso era consentito solo ad angolo retto in modo da poter meglio controllare l'afflusso di gente e di merci.
Le mura sono fortificate dalla presenza dei torrioni, ne troviamo quattro: Torrione della porta di Zappino a SO, Torrione di Sant'Angelo ad O, Torrione dell'Abisso a N e Torrione di San Martino o degli Zingari a NE.
In seguito per l'adeguamento alle nuove strategie di guerra, vennero costruiti anche i Bastioni cioè strutture pentagonali posti in punti stratedigi delle mura che servivano per prendere il nemico tra due fuochi.
Tra questi merita di essere citato il Bastione di Porta Zappino detto La Polveriera il quale nel 600 ospitò il Teatro di Bisceglie ma che con le arretratezze burocratiche, politiche e sociali, imposte dalla dominazione Spagnola, ben presto decadrà in abbandono.
Sulle sue rovine verra costruito dopo l'Unità d'Italia l'odierno Teatro Garibaldi.

IL PALAZZUOLO

In prospicenza della Porta di Zappino, si apriva un grande spazio abbandonato a se stesso dove, tra buche per abbeverare gli animali e pozzi si cavavano terra e pietre per le costruzioni in città.
Questo spazio è chiamato Palazzuolo forse ad indicare la presenza di un palazzotto di proprietà della famiglia Schifosa.
Il Palazzuolo donato dal Re Ferdinando alla città, venne ulteriormente ampliato con la donazione al Comune degli orti di privati che lo circondavano e divenne tanto grande da essere, ancora oggi; una delle piazze più grandi di Puglia.

IL PONTE LAMA

Nel 1800 le strade sia urbane che interurbane sono completamente disastrate, mancano di chiancarelle, quelle di campagna poi mancano di brecciame ed in inverno con la pioggia si procede su un fiume di fango.
Sulla consolare (SS.16) si dovette per forza di cose costruire un ponte per superare il dislivello della Lama Paterno.
Il risultato fù un ponte in pietra naturale così bello da suscitare l'invidia dell'intera provincia.
Costato una fortuna per quel tempo circa 15 mila ducati venne definito orrendo, perché così alto da poter passarci una nave sotto e così maestoso per l'esigua pendenza della Lama.

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INFORMAZIONI CORRELATE:
LA SCHEDA DELLA CITTA': INFORMAZIONI GEOGRAFICHE E STORICHE - LO STEMMA DELLA CITTA'
INSEDIAMENTI PREISTORICI: I DOLMEN E LE GROTTE
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SCHEDE TURISTICHE: INFORMAZIONI STORICHE E TURISTICHE SU PALAZZI, CHIESE E CASALI.
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