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IL DUCATO DI BISCEGLIE
Era il 20 Maggio 1498 quando venne annunziato il matrimonio tra
Lucrezia Borgia , figlia di Papa Alessandro VI ed il giovanissimo
Alfonso d'Aragona nipote del Re di Napoli.
Il Papa, con questo matrimonio politico, mirava ad espandere la
sua influenza sul regno di Napoli eternamente conteso tra Francesi
e Spagnoli.
Ad Alfonso tocco in dote Bisceglie che unita a Corato venne eretta
in ducato.
Dal felice matrimonio nacque Rodrigo .
Mentre Rodrigo nasceva suo padre Alfonso periva ad opera del cognato
Cesare, insofferente e pieno di odio verso gli Aragonesi.
Lucrezia scossa dall'avvenimento, abbandonò il ducato investendo
il piccolo Rodrigo del titolo di Duca.
Intanto Francesi e Spagnoli si contendevano la città di Bisceglie,
fino all'occupazione da parte Spagnola ad opera di Consalvo da Cordova.
Il piccolo Rodrigo non faceva nulla per rientrare in possesso della
città fino a quanto suo nonno il Papa la riottenne per lui
direttamente dal Re di Spagna.
Stabilitosi nel Castello di Bari, il Duchino ebbe vita breve, morì
a soli tredici anni a causa di una malattia.
Bisceglie torna dopo soli 14 anni di ducato alla Corona, dalla quale
riesce a riscattarsi versando una somma di 13 mila ducati.
GLI SPAGNOLI
Gli spagnoli rappresentati a Napoli da un Viceré, caratterizzarono
la loro dominazione con oppressione e chiusura mentale politico,
economica e morale, fattori che hanno gettato le basi a quella arretratezza
che ha distinto, e che ancora oggi distingue, il sud dal nord.
A Bisceglie il governo spagnolo è rappresentato da un Governatore
il quale tra i vari compiti si era riservato quello fiscale, di
amministratore della giustizia , di supervisore agli atti amministrativi
ed infine quello di difendere militarmente la città.
I BORBONI
Dopo un breve periodo di occupazione austriaca nel Regno di Napoli,durato
circa 20 anni, inizia l'epoca Borbonica con l'insediamento a Napoli
di Carlo III dei Borboni.
Sotto il dominio borbonico Bisceglie e tutta la Puglia soffrirono
miseria ed abbandono.
Venne soffocato ogni diritto alla libertà e alla cultura
dando piede alla prepotenza dei funzionari regi spagnoli.
In questo arco di tempo ci fu un tentativo di riconquista del Regno
di Napoli da parte Francese, infatti per un decennio governarono
sul regno Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat.
I Francesi pieni di entusiasmo e caricati di voglie liberali introdussero
varie riforme alcune delle quali saranno adottate anche dai Borboni
al loro ritorno come il Decurionato.
E' questo il periodo in cui si sviluppa la più grossa piaga
del sud; il brigantaggio, incoraggiato dai Borboni per combattere
il governo Francese del Bonaparte e del Murat.
Siamo ai primi del 1820 quando venti di liberazione giungono da
Napoli, venti che porteranno alla famosa Dieta delle Puglie cioè
un consiglio tra liberal-rivoluzionari capeggiati da Antonio Tupputi
i quali avalleranno i moti rivoluzionari napoletani, proclamando
la Costituzione.
VITA COMUNITARIA
Ai primi del 500, il paese libero da vincoli feudatari, si presenta
con una cinta muraria adatta a sostenere il nuovo modo di fare la
guerra e cioè con le armi da fuoco.
La nuova cinta muraria è aperta solo da due porte; la Porta
di Zappino ad ovest e la Porta di Mare in corrispondenza del porto.
Per ambedue le porte l'accesso era consentito solo ad angolo retto
in modo da poter meglio controllare l'afflusso di gente e di merci.
Le mura sono fortificate dalla presenza dei torrioni, ne troviamo
quattro: Torrione della porta di Zappino a SO, Torrione di Sant'Angelo
ad O, Torrione dell'Abisso a N e Torrione di San Martino o degli
Zingari a NE.
In seguito per l'adeguamento alle nuove strategie di guerra, vennero
costruiti anche i Bastioni cioè strutture pentagonali posti
in punti stratedigi delle mura che servivano per prendere il nemico
tra due fuochi.
Tra questi merita di essere citato il Bastione di Porta Zappino
detto La Polveriera il quale nel 600 ospitò il Teatro di
Bisceglie ma che con le arretratezze burocratiche, politiche e sociali,
imposte dalla dominazione Spagnola, ben presto decadrà in
abbandono.
Sulle sue rovine verra costruito dopo l'Unità d'Italia l'odierno
Teatro Garibaldi.
IL PALAZZUOLO
In prospicenza della Porta di Zappino, si apriva un grande spazio
abbandonato a se stesso dove, tra buche per abbeverare gli animali
e pozzi si cavavano terra e pietre per le costruzioni in città.
Questo spazio è chiamato Palazzuolo forse ad indicare la
presenza di un palazzotto di proprietà della famiglia Schifosa.
Il Palazzuolo donato dal Re Ferdinando alla città, venne
ulteriormente ampliato con la donazione al Comune degli orti di
privati che lo circondavano e divenne tanto grande da essere, ancora
oggi; una delle piazze più grandi di Puglia.
IL PONTE LAMA
Nel 1800 le strade sia urbane che interurbane sono completamente
disastrate, mancano di chiancarelle, quelle di campagna poi mancano
di brecciame ed in inverno con la pioggia si procede su un fiume
di fango.
Sulla consolare (SS.16) si dovette per forza di cose costruire un
ponte per superare il dislivello della Lama Paterno.
Il risultato fù un ponte in pietra naturale così bello
da suscitare l'invidia dell'intera provincia.
Costato una fortuna per quel tempo circa 15 mila ducati venne definito
orrendo, perché così alto da poter passarci una nave
sotto e così maestoso per l'esigua pendenza della Lama.
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