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Durante
l'impero romano cominciarono a formarsi sul territorio, ed in
concomitanza ai centri urbani, piccoli insediamenti, i così
detti Casali, costituiti da una grande casa fortificata e cinta
di mura, da uno o più cortili in cui si svolgeva la vita
quotidiana, ed in seguito con l'avvento del cristianesimo da
una cappella e dal cimitero annesso.
Nove furono secondo la tradizione i casali della zona; GIANO,
PACCIANO, SAGINA, ZAPPINO, GIRIGNANO, SALANDRO, S.STEFANO, S.ANDREA.
Costruiti in epoche diverse, furono facile preda dei saccheggi
dei Saraceni e vennero definitavamente abbandonati verso la
fine del XI secolo.
Oggi sono ancora vive le tracce di vita passata, ne presentiamo
alcuni: |
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APPROFONDIMENTI:
SCHEDE TURISTICHE
CASALE
DI GIANO
CASALE
DI PACCIANO
CASALE
DI SAGINA
CASALE
DI ZAPPINO
CASALE
DI SAN NICOLA |
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CASALE
DI GIANO
Situato sulla via per Andria al confine con il territorio di Trani,
era un Casale in cui si venerava un dio pagano,Giano .
Dell'antico casale resta ben poco, è possibile ammirarne solo
il tempietto ad architettura romanico, a pianta rettangolare con abside
semicircolare e cupola centrale, e con abbozzo di transetto costituito
da due nicchie.
La costruzione in pietra locale lavorata quasi senza malta poggia
sulle rovine di un tempietto pagano.
Con l'avvento del cristianesimo , venne soppresso il culto pagano
e divenne protettrice del casale Santa Maria di Giano .
All'interno vi sono affreschi raffiguranti la morte di Maria, San
Nicola Pellegrino e San Giacomo.
Vi si trova anche un altare detto di San Lorenzo sotto cui vennero
trovate degli assi romani(monete) e dove nel 1182 venne deposto il
braccio di Santo Stefano che si conservava nel monastero di Colonna
a Trani, oggi conservato in Cattedrale.
Fino a non molto tempo fa i biscegliesi vi si recavano in pellegrinaggio
tra la Pasqua e la Pentecoste, per fare suppliche in tempo di siccità.
CASALE
DI PACCIANO
Situato sulla via per Corato, originariamente era in territorio
di Trani sotto la giurisdizione di Canosa .
Il più antico documento riguardante il casale di Pacciano
è l'atto di concessione al monastero di S.Sofia nel 789 d.c.,
protettore del casale era S.Giovanni Evangelista il cui culto venne
trasferito nella chiesa di S.Adoeno.
All'interno del cortile sono visibili la torre, dei vani ad uso
abitativo, un locale per il ricovero degli animali, un vano interrato
forse adibito a magazzino per derrate alimentari, e la chiesetta
d'Ognissanti.
Quest'ultima gioiello architettonico, è costituita da navata
unica con volte a botte e cupola centrale.
Sulle pareti si aprono delle nicchie a fondo piano con funzione
di ampliare lo spazio interno e su cui scarica la volta a botte.
A poca distanza sorge un'altra chiesetta denominata S.Angelo, datata
approssimativamente XI sec.
Ora si pone un quesito, poiché il casale si spopolò
nel 1074 perché la costruzione di una nuova chiesa? Rispondiamo
supponendo che o la costruzione della chiesa è antecedente
all'XI sec. O che il casale si sia spopolato lentamente.
Certamente l'estensione di Pacciano doveva essere molto più
ampia di quella che oggi la recinzione denomina per avere due chiese,
Ognissanti e S.Angelo
La torre ,elemento di vitale importanza per i casali, e a pianta
rettangolare e presenta più livelli, il piano terra ed il
primo piano hanno copertura a botte e si presuppone l'esistenza
di un altro piano data dalla presenza sulla volta del primo piano
di un'apertura utilizzata come botola.
CASALE
DI SAGINA
Il termine deriva da sagina, pianta per il foraggio di cui la zona
era molto ricca.
Qui nel 1167 vennero ritrovate le ossa dei S.S. Sergio, Mauro e
Pantaleone tra i ruderi di un sepolcro nella villa detta di Tecla.
Su questi ruderi nel 1708 venne costruita l'odierna chiesetta dedicata
ai tre santi .
Nei pressi della chiesetta si eleva una torre simbolo del casale
ed ad esso appartenuta.
Sulla strada che da Sagina porta a Bisceglie incontriamo una cappella
votiva, costruita nel 1933 su un sasso recante l'orma dello zoccolo
di un bue.
La leggenda vuole che durante il trasporto delle venerabili reliquie
dei Tre Santi in Bisceglie uno dei buoi che tiravano il carro scivolando
a causa della pioggia lasciando l'impronda dello zoccolo sul sasso.
Detto luogo è ora chiamato la Pedata dei Santi.
CASALE
DI ZAPPINO
Situato sulla via per Ruvo, presenta numerose analogie con il casale
di Giano.
Anche qui la chiesa presenta pilastri laterali addossati alle mura
perimetrali su cui scarica la volta a botte .
La chiesa costruita intorno all'anno 1000 è stata rimaneggiata
nel corso degli anni, infatti sulla facciata si legge la vecchia
altezza ed il campanile a vela è stato inglobato nella muratura
e che il portale ad est di stile neoclassico è stato inserito
successivamente.
Nella parte absidale sono visibili resti di affreschi i quali probabilmente
dovevano coprire tutte le pareti della chiesetta come era usanza
del tempo per i santuari più importanti ma che l'incuria
degli uomini ha cancellato per sempre.
La torre a pianta quadrata su più livelli era adibita in
parte a ricovero per animali ed in parte utilizzata come abitazione
vista la presenza dei caminetti.
A circa 300 metri si trova una seconda torre sempre a pianta quadrata,
ma di dubbia epoca, perché non si è certi se coeva
e facente parte del casale o postuma e facente parte delle numerose
torri isolate sparse per l'agro.
Si presenta ricca di finestre, nicchie ed altri elementi decorativi,
sulle facciate, tra cui un elemento sporgente a sezione circolare
poggiante su rudimentali mensole.
In cima alla torre vi è un campanile a vela simile a quello
inglobato nella muratura della chiesa.
Protettrice di Zappino era una Madonna nera con poteri miracolosi
per la pioggia.
Ancora oggi si festeggia la fiera di Zappino nella domenica in albis,
ed è una occasione per rivivere l'atmosfera di vita comunitaria
del casale.
CASALE
DI SAN NICOLA
Situato in vicinanza della costa in prossimità della strada
interna per Molfetta, si presenta con delimitazioni precise e risulta
il meglio conservato tra i casali.
E' costituito da un cortile a pianta rettangolare cinto da muratura
fortificata su due lati contigui, e da due lunghi ambienti coperti
con volta a botte sugli altri due lati, da due torri poste su due
angoli diametralmente opposti, e da una chiesetta attigua ad una
delle torri.
Questa costruzione doveva essere il centro dell'intero casale, oltre
che a luogo di preghiera e di riunione nelle ore di riposo, era
forse adibito a magazzino per i prodotti della terra ed a stalle
per il bestiame.
Il portale che si apre nella cinta muraria in direzione della città,
presenta tracce di architettura araba con capitelli lavorati ed
arco a sesto acuto,
Data la lavorazione dei conci finemente lavorati, con i quali è
costruito, risulta essere di epoca diversa da quella del restante
muro in cui è inserito.
La chiesetta a pianta rettangolare con volte a botte, presenta un
accenno di abside semicircolare non visibile dall'esterno perché
contenuto nello spessore del muro.
In essa si accede attraverso una porta aperta sul lato esterno su
cui sono presenti due monofore con archetto a tutto sesto, l'ingresso
originario era dall'interno del cortile attraverso un vano ancora
oggi visibile.
Altro elemento caratteristico del casale San Nicola, è la
torre situata a circa 300 metri ad est
chiamata Torre Longa .
A pianta circolare all'esterno si presenta con due livelli e con
scala interna contenuta nello spessore della muratura, il livello
a piano terra è a pianta circolare anche all'interno mentre
il secondo livello è a pianta ottagonale entrambi hanno copertura
a cupola.
Sia il casale che torre Longa sono oggi adibiti a depositi agricoli.
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