INSEDIAMENTI
PREISTORICI A BISCEGLIE I DOLMEN E LE GROTTE
LE
GROTTE
A
circa 7 Km dall'attuale Bisceglie, lungo il fianco sud della
Lama di S.Croce, ci sono numerose grotte fra cui quella detta
di S.Croce con una apertura di 12 m.di larghezza e 11 m. di
altezza.
Questa grotta offre un quadro completo del Paleolitico medio,
qui sono stati rinvenuti cocci di ceramica, oggetti di vita
quotidiana, armi, vasellame, nonché resti di animali
di specie estinte, almeno dalle nostri parti, come il leone
delle caverne, l'orso cavernicolo, rinoceronte, iene.
Inoltre in un'altra grotta sono state rinvenute delle croci
disegnate, attribuibili ai primi cristiani o a monaci bizantini.
Altra impronta di insediamento umano, nelle campagne della
zona, è costituita dalla presenza di elementi di architettura
primitiva: i Dolmen, testimoni della civiltà megalitica
(300-1000 a.c.).
I
DOLMEN
Interessanti sepolcri dell'età del bronzo, sorsero in
Puglia, alcuni dei quali nell'agro di Bisceglie.
I Dolmen rientrano nella tipologia delle tombe dolmeniche a
corridoio entro tumulo ellittico. Quelli presenti sul territorio
di Bisceglie sono quattro : della Chianca, di Albarosa, di Frisari
, dei Paladini.
Il Dolmen della Chianca, è il meglio conservato, ed
è il più conosciuto tra i monumenti preistorici
d'Italia, scoperto nel 1909 lo si raggiunge percorrendo la
strada per Corato.
Esso consta di una cella quadrangolare con un altezza di 1,80
m., formata da tre lastroni in verticale a formare le pareti
su poggia il lastrone più grande a formare il tetto.
Dei due lastroni laterali, quello di sinistra presenta due
piccole aperture praticate per far colare il sangue delle
vittime sacrificate all'interno della tomba, per alcuni, o
secondo altri per dare la possibilità all'anima del
defunto di entrare nel corpo esamine.
La cella continua con un corridoio all'esterno detto dromos,
circondato da piccole lastre di pietra.
Nella cella si sono trovate ossa di animali bruciate, forse
resti di un banchetto funebre , o resti di vittime sacrificate,
oltre a stoviglie e vari scheletri umani.
A poca distanza dal Dolmen della Chianca, sorge quello
di Albarosa così detto dalla omonima località in cui
si trova.
Si tratta di un tumulo dolmen cioè di una tomba posta sotto
un cumulo di pietre , dove i primitivi usavano nascondere le tombe
quando trasmigravano.Il dolmen conserva ancora parte del cumulo
che lo ricopriva e che in origine era di forma ellittica, forma
deformata dal recupero di pietre per la costruzione dei trulli.
Del dolmen che ha una lunghezza di 7 metri non restano che i lastroni
che formano le pareti laterali con una altezza media di 1,80 metri,
manca del lastrone di copertura.
Il dolmen Frisari , sito in contrada Lama d'aglio in un terreno
in cui sorge la masseria Frisari, già nel 1909 , epoca di
esplorazione degli altri dolmen, si presentava semidistrutto a causa
del tempo e ma anche per mano dell'uomo.
Si presenta delimitato da tre lastroni appena affioranti privo di
copertura.
Il Dolmen dei Paladini è il meglio conservato, si immagini
che al tempo della sua scoperta erano in piedi ben quattro lastroni
del dromos ed i tre della cella su cui poggia un enorme lastra di
copertura della lunghezza di 3 m.