“Dubbi – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Rodrigo Dias - che vengono drammaticamente confermati dall’articolo 16 della legge finanziaria che, in maniera del tutto semplicistica, ribadisce, anzi auspica tale possibilità. Siamo convinti che una norma del genere arrecherebbe un gravissimo danno alla cultura del nostro paese e in particolar modo a quella dei giovani che, attraverso i libri, si possono formare per raggiungere livelli di conoscenza adeguati”. “Dal punto di vista didattico – ha osservato Dias - sono infatti facilmente intuibili i risultati negativi che si raggiungerebbero. Se poi si vuole parlare di risparmio per gli studenti e le loro famiglie, ci sembra perlomeno demagogico puntare su questa motivazione, in quanto e’ del tutto evidente che i costi, al contrario, aumenterebbero”. “Per ritornare alla categoria da me rappresentata, i librai italiani, - ha concluso il presidente dell’Ali - l’approvazione di quanto proposto nell’articolo 16 della finanziaria, porterebbe alla sicura chiusura, con conseguente ingente perdita di posti di lavoro, della stragrande maggioranza delle librerie che hanno sempre svolto e intendono continuare a svolgere un prezioso servizio per il pubblico e per la cultura italiana”. Dias ha infine chiesto un incontro urgente al premier.
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