“Stiamo vivendo la vigilia di una stangata fiscale che colpirà tutti. Noi commercianti con nuovi calcoli dei redditi presunti. Ma soprattutto le famiglie che si vedono arrivare tra capo e collo nuove tasse sull’unico bene che ci rimane, la casa”.
Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, intervenendo alla trasmissione televisiva “Batti e Ribatti”. “Continuare a ragionare banalmente di spesa alimentare che riguarda solo il 17% delle spese di una famiglia significa fare un’azione di depistaggio per nascondere le mancanze dello Stato”. Questo è il Paese - ha continuato – “dove si parla tanto del prezzo della zucchina e non si parla mai del prezzo di un conto corrente bancario, di un’assicurazione o di un pedaggio autostradale. Questi aumenti ci hanno impoverito in questi anni. E soprattutto ci ha impoverito lo Stato che ha continuato ad aumentare la spesa pubblica e continua a chiederci di pagare il conto”.
Rispondendo sulle responsabilità di Confindustria, Billè ha detto: “Montezemolo ha ragione quando dice che fu uno sbaglio, anche per la Fiat, non aver fatto venire in Italia la Ford. Ma questo ragionamento potrebbe rivolgerlo anche al presidente dell’Enel, o al presidente di Telecom, o ancora al presidente di Autostrade, tutti presenti in Confindustria: tutte entità che incidono sulla spesa degli italiani molto di più di quanto possa incidere un commerciante”.
Sul ritardo dell’Italia nella diffusione della grande distribuzione rispetto ad altri Paesi europei, il presidente di Confcommercio ha affermato che “oggi il 72% del fatturato del commercio è prodotto dalle strutture di distribuzione medie e grandi. Solo il 28% rimane ai piccoli esercizi. Continuare ad addebitare le colpe dell’abbassamento del potere d’acquisto solo ai commercianti significa fare mistificare la realtà. “L’Italia non si deve dividere - ha concluso Billè – e nuove tasse sono certe, i possibili sgravi ancora una promessa”. |